Ogni uomo è colpevole di tutto il bene che non ha fatto.- Voltaire
Ogni uomo è colpevole di tutto il bene che non ha fatto.
La filosofia, la sola filosofia, questa sorella della religione, ha disarmato le mani che la superstizione aveva così a lungo macchiate di sangue; e lo spirito umano, destatosi dalla sua ebbrezza, è rimasto stupito degli eccessi cui l'aveva tratto il fanatismo.
La storia non è che un quadro di delitti e sventure.
Per fanatismo si intende una follia religiosa, cupa e cieca. E' una malattia dello spirito, che si prende come il morbillo. I libri la diffondono meno che le assemblee e i discorsi.
Viviamo in società. Per noi dunque niente è davvero buono se non è buono per la società.
I soldati si mettono in ginocchio quando sparano, forse per chiedere perdono dell'assassinio.
Ciò ch'è ben fare, differire è male.
Il bene e il male non hanno alcun limite, fuorché quello di esistere entrambi.
Non è necessario avere una religione per avere una morale. Perché se non si riesce a distinguere il bene dal male, quella che manca è la sensibilità, non la religione.
L'argomento del giudizio universale, l'argomento del contendere cosmico con Dio, non sarà il male ma il bene. Dio non ci chiederà conto di quanto male abbiamo commesso, ma di quanto bene abbiamo compiuto.
Il buon senso è come un cannocchiale che fa vedere da lontano il male e il bene.
L'idea del bene e del male non ha quindi nulla da spartire con la religione o con la coscienza misteriosa; è un bisogno naturale delle razze animali.
E' meglio un male sperimentato che un bene ignoto.
Il bene, per me, può essere soltanto un'altra persona. Che cos'altro potrebbe essere?
Ricorda, ci sono solo il bene e il male, non ci sono terze vie. Solo il bene e il male. Se sei il bene sei rasta, se sei il male sei babilonia.
Ognuno fa tutto il bene e tutto il male che può.