filosofo greco antico
Una cosa a tutto preferiscono i grandi: la gloria eterna rispetto alle cose caduche; i più invece pensano solo a saziarsi come bestie.
Non conoscerebbero neppure il nome della Giustizia, se non ci fossero cose ingiuste.
Non giudichiamo senza proposito delle cose più grandi.
Non è il meglio per gli uomini che si realizzi quanto essi desiderano.
Per i desti uno e comune è il cosmo, ma nel sonno si volgono ciascuno al proprio mondo.
Questo mondo, che è lo stesso per tutti, non lo fece alcuno degli dèi, né alcuno degli uomini, ma è sempre stato ed è e sarà fuoco eternamente vivo, che al tempo dovuto si accende e al tempo dovuto si spegne.
Se tutte le cose andassero in fumo, il naso le distinguerebbe.
Occorre che coloro che amano la sapienza siano esperti di molte cose.
Perché in una sola cosa consiste la sapienza, nell'intendere la ragione, che governa tutto il mondo dappertutto.
L'arco ha per nome vita e suo effetto è la morte.
Confini dell'alba e della sera sono l'Orsa, di contro all'Orsa la pietra terminale del raggiante Zeus.
L'armonia invisibile è una sfera perfetta e incontaminata. Quella visibile, invece, si deforma continuamente sotto il peso della realtà.
Congiungimenti sono intero e non intero, concorde discorde, armonico disarmonico, e da tutte le cose l'uno dall'uno tutte le cose.
Per l'uomo il carattere è il demone.
Non bisogna agire e parlare come dormenti.
È meglio nascondere la propria ignoranza.
L'uomo ha fama d'infante davanti al dio come il fanciullo davanti all'uomo.
Se la felicità fosse nei piaceri del corpo, diremmo felici i buoi, quando trovano veccie da mangiare.
Destini di morte maggiori ottengono sorti maggiori.
L'uomo più saggio davanti al dio sembrerà una scimmia, per saggezza, per avvenenza e per ogni altra cosa.