filosofo e logico austriaco
In filosofia si deve calare nell'antico caos e sentircisi a proprio agio.
Il pensatore somiglia molto al disegnatore che vuol riprodurre nel disegno tutte le connessioni possibili.
Il mondo dei felici è altro da quello degli infelici.
Il linguaggio è un labirinto di strade. Vieni da una parte e ti sai orientare, giungi allo stesso punto da un'altra parte, e non ti raccapezzi più.
Il limite del linguaggio si mostra nell'impossibilità di descrivere il fatto che corrisponde a una proposizione (che è la sua traduzione) senza appunto ripetere la proposizione.
Il concetto del 'bello' ha fatto qualche danno.
Il bere, in un certo tempo simbolico, è in un altro tempo vizio.
I limiti del mio linguaggio costituiscono i limiti del mio mondo.
Gli animali si avvicinano se sono chiamati per nome. Esattamente come gli uomini.
In una giornata si possono vivere i terrori dell'inferno; di tempo ce n'è più che abbastanza.
D'una risposta che non si può formulare non può formularsi neppure la domanda.
Come mi riesce difficile vedere ciò che è davanti ai miei occhi!
Chi volesse dubitare di tutto, non arriverebbe neanche a dubitare. Lo stesso giuoco del dubitare presuppone già la certezza.
Chi non è certo di nessun dato di fatto, non può neanche esser sicuro del senso delle sue parole.
Anche per il pensiero c'è un tempo per arare e un tempo per mietere.
Anche i pensieri talvolta cadono immaturi dall'albero.
Le nostre più grosse stupidaggini possono essere molto sagge.
Niente è così difficile come non ingannare se stessi.