Non c'è male all'infuori della colpa.- Marco Tullio Cicerone
Non c'è male all'infuori della colpa.
Non tutto il vino, come non tutti i caratteri, pigliano d'aceto nella vecchiaia.
La storia è maestra di vita.
Non con le forze, non con la prestezza e l'agilità del corpo si fanno le grandi cose, ma col senno, con l'autorità, col pensiero.
Farsi ingannare una volta è scocciante, due sciocco, tre turpe.
Il saggio che col suo sapere non sa giovare a sé stesso, non sa nulla.
Colui che è capace di sorridere quando tutto va male, è perché già ha pensato a chi dare la colpa.
Quando le cose mi cadono dalle mani, non è colpa mia, è colpa delle cose.
Chi trova nella propria vita molte colpe si sveglia di frequente anche dai sogni come i fanciulli e vive nella paura, tra brutti presentimenti; a chi invece è conscio di non aver commesso alcuna ingiustizia sta sempre accanto una lieta speranza e una buona "nutrice di vecchiaia".
Le colpe delle donne, dei fanciulli, dei servi, dei deboli, dei poveri, degli ignoranti sono colpe dei mariti, dei padri, dei padroni, dei forti, dei ricchi, dei sapienti.
La colpa è così piena d'ingenua gelosia che si versa da sola per timore d'essere versata.
La colpa esiste solo per i rei confessi. L'insufficienza di prove e il beneficio del dubbio sono capisaldi giuridici irrinunciabili.
Una colpa non è cancellata finché si rammenta.
L'uomo può sopportare le disgrazie, esse sono accidentali e vengono dal di fuori: ma soffrire per le proprie colpe, ecco l'aculeo della vita.
Meglio dallo psicanalista che dal confessore. Per questo è sempre colpa tua, per quello è sempre colpa degli altri.
Bisogna evitare le colpe non per paura, ma perché si deve.