Non c'è male all'infuori della colpa.- Marco Tullio Cicerone
Non c'è male all'infuori della colpa.
Bisogna essere servi delle circostanze.
Saldissima è l'amicizia tra uguali.
La superstizione è un'insana paura di Dio.
L'avarizia in età avanzata è insensata: cosa c'è di più assurdo che accumulare provviste per il viaggio quando siamo prossimi alla meta?
Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra.
Quando le cose mi cadono dalle mani, non è colpa mia, è colpa delle cose.
La colpa è così piena d'ingenua gelosia che si versa da sola per timore d'essere versata.
Bisogna evitare le colpe non per paura, ma perché si deve.
Si dimentica la propria colpa, quando la si è confessata a un altro, ma di solito non la dimentica l'altro.
Colui che è capace di sorridere quando tutto va male, è perché già ha pensato a chi dare la colpa.
Chi trova nella propria vita molte colpe si sveglia di frequente anche dai sogni come i fanciulli e vive nella paura, tra brutti presentimenti; a chi invece è conscio di non aver commesso alcuna ingiustizia sta sempre accanto una lieta speranza e una buona "nutrice di vecchiaia".
Una colpa non è cancellata finché si rammenta.
Quando viene assolto un colpevole, è condannato il giudice.
Meglio dallo psicanalista che dal confessore. Per questo è sempre colpa tua, per quello è sempre colpa degli altri.