I nostri sentimenti per le persone influenzano le nostre papille gustative?- Daniel Pennac
I nostri sentimenti per le persone influenzano le nostre papille gustative?
Si torna naturalmente al trucido feuilleton del Grande Magazzino dove finzione e realtà copulano allegramente.
Così procedono i nostri discorsi, eterna vittoria del linguaggio sull'opacità delle cose, silenzi luminosi che dicono più di quel che tacciono.
Il vero piacere del romanzo è tutto nella scoperta di questa intimità paradossale: l'autore e io... La solitudine della scrittura che invoca la resurrezione del testo attraverso la mia voce muta e solitaria.
Una storia del gusto non può prescindere da un trattato sulla suggestione.
La verità non è qualcosa di dovuto. La verità è una conquista, sempre!
Ho dei gusti semplicissimi, mi accontento sempre del meglio.
In Inghilterra il caffè ha sempre il gusto di un esperimento chimico.
Più si è raffinati, più si soffre.
Lo stile è gusto e cultura.
Il viver bene è un atto di intelligenza, col quale scegliamo le cose che hanno un gusto gradevole piuttosto che quelle che non l'hanno.
I gusti non si discutono. Ma si coltivano.
L'abitudine al lavoro modera ogni eccesso, induce il bisogno, il gusto dell'ordine; dall'ordine materiale si risale al morale: quindi può considerarsi il lavoro come uno dei migliori ausiliari dell'educazione.
Uno stomaco limitato può andare d'accordo soltanto con una sensibilità limitata, cioè animalesca. L'uomo ispirato dall'etica e dalla ragione ha nei confronti dello stomaco un atteggiamento che consiste nel considerarlo un organo non animalesco, ma umano.
Nessun caffè può essere buono al palato se prima non manda una dolce offerta aromatica alle narici.