E chissà se alla fine il destino di Romeo non era quello di essere un cornuto!- Joan Fuster
E chissà se alla fine il destino di Romeo non era quello di essere un cornuto!
Gli aforismi, sia i miei che quelli di ogni altro, sono sempre falsi, intrinsecamente falsi. Anche questo.
L'innocente non sa di esserlo. Per questo è tale.
Forse non siamo mai tanto sinceri come quando fingiamo di esserlo.
Sappiamo di dover morire, ma l'istinto di conservazione ci consiglia di dimenticarlo.
È preferibile parlar chiaro e vuotare il sacco. Ogni parola che rimane nel gozzo incancrenisce.
Destino. Misteriosa entità che dovrebbe controllare tutte le sorti umane e che viene invocata soprattutto da chi sbaglia per scusare il proprio insuccesso e dai tiranni per giustificare i propri crimini.
È il destino dell'uomo, quello di morire una sola volta.
Siamo tutti schiavi dello stesso destino; se uno nasce, deve morire.
Il destino, quando apre una porta, ne chiude un'altra. Dati certi passi avanti, non è possibile tornare indietro.
In qualsiasi momento della vita si può prendere in mano le redini e cambiare il proprio destino.
Il nostro destino esercita la sua influenza su di noi anche quando non ne abbiamo appresa la natura: il nostro futuro detta le leggi del nostro oggi.
Il destino di molti uomini dipese dall'esserci stata o non esserci stata una biblioteca nella loro casa paterna.
Si direbbe, in realtà, all'epilogo di certi destini, che noi stessi, per una nostra legge organica, fin dall'inizio, insieme con la vita, abbiamo scelto anche il modo della nostra morte.
Bisogna permettere al destino di recitare la sua parte di attore.
Esser soli è il destino di tutti i grandi spiriti; un destino a volte deplorato, ma tuttavia sempre scelto come il minore di due mali.