E chissà se alla fine il destino di Romeo non era quello di essere un cornuto!- Joan Fuster
E chissà se alla fine il destino di Romeo non era quello di essere un cornuto!
A ben pensare, ciò che in realtà ci infastidisce non è che gli altri ci contraddicano, ma che ci dimostrino che siamo noi a contraddirci.
Fa parte di una buona educazione sapere quando sia opportuno essere maleducati.
Le lezioni più utili sono quelle da cui decidiamo di non trarre nessun profitto.
Forse non siamo mai tanto sinceri come quando fingiamo di esserlo.
Una tomba è pur sempre la miglior fortezza contro gli assalti del destino.
Non è nelle stelle che è conservato il nostro destino, ma in noi stessi.
Sentirsi superiori e vedersi trattato dal Destino come inferiore agli infimi, chi può vanagloriarsi di essere uomo in una tale situazione?
Destino. L'autorità di un tiranno per un crimine e la scusa di uno sciocco per un fallimento.
Tessiamo noi stessi il nostro destino, buono o cattivo, e il lavoro fatto non si può più disfare: nulla di ciò che facciamo viene mai cancellato.
Neppure gli dèi combattono contro il destino.
La forza che si oppone al destino è in realtà una debolezza. La dedizione e l'accettazione sono molto più forti.
Il destino è stato più forte di me.
L'ora del destino varia da uomo a uomo, ma non tralascia nessuno: l'animo stia all'erta, senza mai temere l'inevitabile, aspettandosi sempre l'incerto.