Alla manutenzione l'Italia preferisce l'inaugurazione.- Leo Longanesi
Alla manutenzione l'Italia preferisce l'inaugurazione.
Credeva, era un fervido credente: credeva, soprattutto, nella forza della chiesa per mandare all'estero valuta pregiata.
Non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi.
Abuso di potere, mitigato dal consenso popolare: ecco l'ideale della nostra democrazia.
Cielo chiaro, sole splendente; se non piove, siamo tutti ottimisti.
Quando era fascista abusava di verbi al tempo futuro; ora, democratico, si serve del condizionale.
Forse uno dei guai dell'Italia è proprio questo, di avere per capitale una città sproporzionata per nome e per storia, alla modestia di un Popolo che quando grida "forza Roma" allude solo ad una squadra di calcio.
In Italia ci sta il mare per nuotare e per pescare, con le spiagge tutte bianche, gli ombrelloni stesi al sole.
Nel vostro paese mi è stata offerta l'opportunità di fare sempre delle ottime cose. Del resto, in campo cinematografico, l'Italia è indiscutibilmente un paese-guida.
I giapponesi dicono che siamo una nazione di stupidi, il «Figaro Magazine» che siamo dei casanova. Non hanno capito niente. Noi siamo la nazione del ma.
In quest'Italia agli adulti si concede di fingersi vecchi per andare in pensione, ma poi da pensionati di regredire a giovani.
È tempo che anche l'Italia vada annoverata fra le nazioni libere e potenti.
Di radicale in Italia c'è solo il conformismo.
Gl'italiani non hanno costumi; essi hanno delle usanze.
Ho capito vivendo a Londra, che due inglesi fanno un popolo, ma 57 milioni di italiani no.
L'Italia è sempre stata una squadra rispettata in tutto il mondo.