La morte pareggia tutto.- Lucio Anneo Seneca
La morte pareggia tutto.
L'unico tempo certo è quello passato.
Non è un'arte quella che arriva allo scopo per caso.
Voi vivete come se doveste vivere sempre, non pensate mai alla vostra fragilità, non volete considerare quanto del vostro tempo è già trascorso. Buttate via il tempo come se lo attingeste da una fonte inesauribile.
Non puoi fuggire le necessità, ma le puoi vincere.
L'ira trasforma nel suo contrario tutto ciò che è ottimo e giustissimo. Non consente che si ricordi di alcun dovere colui che da essa è posseduto: fa di un padre un avversario, d'un figlio un parricida, d'una madre una matrigna, d'un cittadino un nemico, d'un re un tiranno.
C'è una fine per tutto e non è detto che sia sempre la morte.
Ricordiamo il vecchio adagio: si vis pacem, para bellum: se vuoi conservare la pace preparati alla guerra. Sarebbe ora di modificare questo adagio e di dire: si vis vitam, para mortem: se vuoi poter sopportare la vita, disponiti ad accettare la morte.
La morte del corpo non è la fine dello spirito, ma solo una tappa del viaggio, come quando nei tempi andati si cambiava diligenza.
Sapete come vi darei epigrammi a non finire? Basta portarmi via, lontano dal mio amore.
La morte è il riposo, ma il pensiero della morte è il disturbatore di ogni riposo.
Non v'è rimedio per la nascita e la morte salvo godersi l'intervallo.
La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti...
La morte non è il morire, ma ciò che avviene prima di morire, immediatamente prima, quando non ha ancora penetrato il corpo, e se ne sta immobile, bianca, nera, viola, livida, seduta sulla sedia più vicina.
Le persone anziane sono a volte disposte a morire come i bambini stanchi dicono buona notte e vanno a letto.
In qualunque luogo ci sorprenda la morte in battaglia, che sia la benvenuta.