La critica salutare, ben informata ed equilibrata è l'ozono della vita pubblica.- Gandhi
La critica salutare, ben informata ed equilibrata è l'ozono della vita pubblica.
Ci sono princìpi che non ammettono compromessi e per la cui pratica occorre essere pronti a sacrificare anche la vita.
Dove c'è paura non c'è religione.
Perdere la pazienza significa perdere la battaglia.
Le capacità di un individuo sono limitate e il momento in cui si illude di potere intraprendere qualsiasi compito, Dio è pronto ad umiliare il suo orgoglio.
Uno sciopero non dovrebbe mai essere manovrato ma spontaneo. Se lo si organizza senza alcuna coercizione non vi sarà spazio per il goondaismo e i saccheggi. Sarebbe uno sciopero caratterizzato dalla perfetta collaborazione fra gli scioperanti.
Spesso la critica non è scienza; è un mestiere, in cui occorre più salute che intelligenza, più fatica che capacità, più abitudine che genio.
Il piacere della critica ci toglie quello di essere vivamente colpiti da cose bellissime.
Tu puoi individuare il cattivo critico allorquando comincia a discutere il poeta e non la poesia.
La critica è una spazzola che non si può usare sulle stoffe leggere, dove porterebbe via tutto.
Credo che la critica si giochi in una dimensione solitaria, oggi più che in passato. Il critico ha bisogno di amici, non di complici come è accaduto con i giochi di squadra della stagione ermetica.
Accetto con gratitudine la più aspra critica, se soltanto rimane imparziale.
La critica, come la intendo io, viene scritta nella speranza che le cose migliorino.
Forse il peso specifico di un critico è null'altro che il suo desiderio di verità.
Criticare è valutare, impadronirsi, prendere possesso intellettuale, insomma stabilire un rapporto con la cosa criticata e farla propria.
La critica va fatta a tempo; bisogna disfarsi del brutto vizio di criticare dopo.