Che se il me è odioso, amare il proprio prossimo come se stessi diviene un'atroce ironia.- Paul Valéry
Che se il me è odioso, amare il proprio prossimo come se stessi diviene un'atroce ironia.
Felicità: l'arma più crudele nelle mani del tempo.
Gli esseri sensibili non hanno voce potente, o meglio non gridano. Più quel che dicono li tocca, più l'abbassano.
Un uomo sano di mente è uno che tiene sotto chiave il pazzo interiore.
L'amicizia, l'amore è poter essere deboli insieme.
Ci sono quattro contrassegni indipendenti della falsità di una religione. I miracoli, i misteri, le minacce, le promesse. Ne basta uno solo.
Prossimo: uno che ci è stato imposto di amare come noi stessi e che fa di tutto per farci disubbidire.
Uno va dal prossimo perché cerca se stesso, un altro, perché vorrebbe perdere se stesso.
Ama il tuo prossimo, ma non abbattere la siepe.
Chi è il nostro prossimo? Colui che è vicino a noi, ma che non abbiamo ancora mai notato, che aspetta da noi il gesto di fiducia, di stima, di amicizia.
Se l'io è detestabile, amare il prossimo come se stessi diventa un'atroce ironia.
Non amare il tuo prossimo come te stesso: se sei in buoni rapporti con te stesso, è un'impertinenza, nel caso opposto, è un'offesa.
Colui che è veramente colpito dalla mala sorte non si deve aspettare alcuna partecipazione da parte del suo prossimo. Le disgrazie vere fanno scappare la gente.
Chi fa soffrire il prossimo fa male a sé stesso. Chi aiuta gli altri, aiuta sé stesso.
L'amore per il prossimo è una strada per incontrare anche Dio e [...] il chiudere gli occhi di fronte al prossimo rende ciechi anche di fronte a Dio.
Il vostro amore del prossimo è il vostro cattivo amore per voi stessi. Voi fuggite verso il prossimo fuggendo voi stessi, e di ciò vorreste fare una virtù.