So di non sapere.- Socrate
So di non sapere.
Sii più saggio degli altri, se riesci; ma non andarglielo mai a dire.
Hai torto se stimi che un uomo di qualche valore debba tenere in conto la vita e la morte. Egli nelle sue azioni deve unicamente considerare se ciò che fa sia giusto o ingiusto e se si comporta da uomo onesto o da malvagio.
Nessuno, dinanzi alla giustizia o al nemico deve star lì a escogitare i mezzi per sfuggire, a tutti i costi, alla morte.
Nessuno sa se per l'uomo la morte non sia per caso il più grande dei beni, eppure la temono come se sapessero bene che è il più grande dei mali. E credere di sapere quello che non si sa non è veramente la più vergognosa forma di ignoranza?
Il temere la morte altro non è che parere sapienti senza esserlo, cioè a dire credere di sapere ciò che si ignora; poiché nessuno sa se la morte, che l'uomo teme come se conoscesse già che è il maggiore di tutti i mali, non sia invece per essere il più gran bene.
Quanto sa, gl'impedisce di sapere quanto dovrebbe.
Chi legge sa molto; chi osserva sa molto di più.
Si deve sapere cogli occhi, con la paura, con la pancia vuota, non con le orecchie, coi libri.
Se l'individuo non può sapere niente, perché tutti insieme ne saprebbero di più?
Il diletto è dalla parte di quelli che sanno a metà.
Quel che insegna Google è che c'è oggi una parte enorme di umani per la quale, ogni giorno, il sapere che conta è quello in grado di entrare in sequenza con tutti gli altri saperi.
Quando aumenta il sapere, aumenta il dolore.
Il vero sapere è essenzialmente armonia.
Quanto più sai, tanto più c'è da esplorare, e trovi sempre dell'altro.