Una burla che i vivi giuocano ai morti.- Voltaire
Una burla che i vivi giuocano ai morti.
Nelle città che sembrano goder la pace, e dove fioriscono l'arti, gli uomini son divorati da più gare, più pensieri, e più inquietudini, che una città assediata non prova fiamme; le tristezze secrete sono ancor più crudeli che le miserie pubbliche.
Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno.
L'amore è un canovaccio fornito dalla natura e ricamato dall'immaginazione.
Pensa per te stesso e lascia che gli altri si godano il privilegio di farlo a loro volta.
Non si è perduto niente quando ci resta l'onore.
Fede e storia non si escludono, ma si integrano e si spiegano a vicenda.
L'uomo ha storia solo perché ciò che farà non si può calcolare precedentemente secondo nessuna teoria.
La storia non è il terreno della felicità. I periodi di felicità sono in essa pagine vuote.
La storia è un bagno di sangue.
La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, nunzio dell'antichità.
La storia è una camera di rianimazione ed è facile sbagliare dose e mandare all'altro mondo i pazienti che si devono salvare.
Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?
Ciascun giorno è farsi un giro nella storia.
Nella storia contano anche i fatti non avvenuti.
Il male va distinto in possibile e reale: in Dio è presente come possibile, e lì lo trova l'uomo, che lo realizza nella storia.