L'invidia è ignoranza.- Ralph Waldo Emerson
L'invidia è ignoranza.
La dottrina dell'odio deve essere predicata, come contrapposizione alla dottrina dell'amore, quando questa piagnucola e geme.
Per necessità, per naturale propensione, per il piacere di farlo, tutti noi citiamo.
L'inglese è, fra tutti gli uomini, quello che sta in piedi più saldo nei suoi calzari.
Noi giudichiamo la saggezza di un uomo dalle sue speranze.
Chi vuol essere un uomo deve essere un nonconformista.
L'invidia è una buona stoffa per confezionare una spia.
Il vero amico non è colui che è solidale nella disgrazia, ma quello che sopporta il tuo successo.
Il morso dell'invidia è quello spasmo doloroso che ci afferra nostro malgrado alla vista di qualcuno che possiede quello che non possediamo e che desideriamo. E' il prodotto della vertigine della mancanza.
L'invidia soffre per la buona fortuna del prossimo, e non potendo godere, per insufficienza propria, dei propri successi, gode malignamente degli insuccessi altrui.
Come una falena rode un indumento, così fa l'invidia consuma una persona.
L'esaltazione degli antichi scrittori procede non dalla reverenza per i morti, ma dallo spirito di rivalità e dalla reciproca invidia dei vivi.
Dall'invidia all'ammirazione c'è un passo: l'onestà.
L'invidia del cretino per l'uomo brillante trova sempre qualche consolazione nell'idea che l'uomo brillante farà una brutta fine.
O invidia, radice di mali infiniti, verme roditore di tutte le virtù!
L'invidia si annida in fondo al cuore umano come una vipera nella sua tana.