La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive.- Thomas Mann
La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive.
Ché la Bellezza, odimi bene, Fedro, la Bellezza soltanto è divina e visibile a un tempo, ed è per questo che essa è la via al sensibile, è, piccolo Fedro, la via che mena l'artista allo spirito.
Un'evoluzione è un destino.
L'artista è l'ultimo a farsi illusioni a proposito della sua influenza sul destino degli uomini.
Che cosa non si è fatto davanti ai nostri occhi, o anche non proprio davanti ai nostri occhi, in nome del "popolo", che non si sarebbe potuto fare in nome di Dio o dell'umanità o del diritto!
Nel colmo dell'estate un comune giovanotto partito da Amburgo, sua città natale, se ne andava a Davos-Platz, nei Grigioni, per un soggiorno di tre settimane.
In viva morte morta vita vivo!
Siamo qui per aiutare i pazienti a vivere la più alta qualità di vita e, quando non è più possibile, per facilitare la più grande qualità di morte.
Le persone più vitali sono quelle che hanno maggior terrore della morte, e perciò costrette a sfuggirla e a rimuoverne l'incubo moltiplicano gli atti di vita e collocano in essi il senso del quale hanno bisogno.
Spero di resistere alle mattutine serenate della morte.
Non sarà che tutti muoiono perché è gratis?
La morte è più potente dell'amore. È una sfida gettata all'esistenza.
Entriamo nel sonno per un atto di egoismo giornaliero: nella morte per un egoismo definitivo.
Tutte le tragedie finiscono con la morte, tutte le commedie con un matrimonio.
La morte sorride a tutti; un uomo non può far altro che sorriderle di rimando.
Spero che l'uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più.