La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive.- Thomas Mann
La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive.
Il tempo non ha nessuna divisione visibile che ne segni il passaggio, non una tempesta con tuoni, né squilli di tromba che annuncino l'inizio di un nuovo mese o un nuovo anno. Persino quando inizia un nuovo secolo siamo solo noi mortali che suoniamo le campane e spariamo in aria con le pistole.
Ché la Bellezza, odimi bene, Fedro, la Bellezza soltanto è divina e visibile a un tempo, ed è per questo che essa è la via al sensibile, è, piccolo Fedro, la via che mena l'artista allo spirito.
Infatti l'uomo ama e onora l'uomo fino a che non è in grado di giudicarlo, e il desiderio è il frutto di una conoscenza incompleta.
La malignità caro signore, è lo spirito della critica, e la critica è l'origine del progresso e della civiltà.
È impossibile sperimentare la propria morte oggettivamente e continuare a cantare una melodia.
Se ci siamo noi la morte non c'è, quando noi non ci siamo più non c'è più neanche la morte.
Se hai paura della morte, non ascoltare il tuo cuore battere la notte.
La morte: chiave o serratura?
Tutti dobbiamo morire, l'importante è morire bene.
"Dopo che è morta, l'ho amata". È la storia di ogni vita, e di ogni morte.
Sostienmi, O mio coraggio. Ecco l'orrendo Volto di morte! Arricciasi ogni pelo, E l'alma al cor precipita fremendo.
La morte mette fine alla vita, non ad una relazione.
Nessuno sa se per l'uomo la morte non sia per caso il più grande dei beni, eppure la temono come se sapessero bene che è il più grande dei mali. E credere di sapere quello che non si sa non è veramente la più vergognosa forma di ignoranza?
La morte è il riposo, ma il pensiero della morte è il disturbatore di ogni riposo.