La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive.- Thomas Mann
La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive.
La malignità caro signore, è lo spirito della critica, e la critica è l'origine del progresso e della civiltà.
La capacità di godere richiede cultura, e la cultura equivale poi sempre alla capacità di godere.
Il tempo non ha nessuna divisione visibile che ne segni il passaggio, non una tempesta con tuoni, né squilli di tromba che annuncino l'inizio di un nuovo mese o un nuovo anno. Persino quando inizia un nuovo secolo siamo solo noi mortali che suoniamo le campane e spariamo in aria con le pistole.
Questo era amore a prima vista, amore duraturo: un sentimento sconosciuto, insperato, inaspettato per quanto concerneva una questione di consapevolezza cosciente. Prese interamente possesso di lui ed egli comprese, con gioiosa sorpresa, che era per tutta la vita.
Il tempo è un dono prezioso, datoci affinché in esso diventiamo migliori, più saggi, più maturi, più perfetti.
Nella vita la cosa più audace è odiare la morte; sono disprezzabili e disperate le religioni che ottundono questo odio.
Due cose belle ha il mondo: amore e morte.
Il sonno è amore di morte, l'insonnia paura di morte.
La morte si sconta vivendo.
C'è chi muore oscuro perché non ha avuto un diverso teatro.
Ah, che vuol dir morire! Nessuno, nessuno si ricordava più di me, come se non fossi mai esistito...
Io sono decisamente antimorte. Dio sembra essere sotto ogni profilo promorte. Non vedo come potremmo andare d'accordo sulla questione, lui e io.
Il solo difetto della morte è che essa ci pone in condizione di non poter apprezzare il suo beneficio.
Ogni volta che l'ho fatto , dall'esperienza della morte è stato rimossa buona parte della paura. Spesso, rendere familiare un'esperienza di vita, riduce l'ansia che essa genera.
Morire non è un crimine.