La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive.- Thomas Mann
La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive.
L'interesse per la malattia e la morte è sempre e soltanto un'altra espressione dell'interesse per la vita.
L'artista è l'ultimo a farsi illusioni a proposito della sua influenza sul destino degli uomini.
È l'amore, non la ragione, che è più forte della morte.
Che cosa non si è fatto davanti ai nostri occhi, o anche non proprio davanti ai nostri occhi, in nome del "popolo", che non si sarebbe potuto fare in nome di Dio o dell'umanità o del diritto!
La tolleranza diventa un crimine quando si applica al male.
Chi muore paga tutti i debiti.
Muore giovane chi è caro agli dei.
Quando pensiamo con orrore alla morte, la consolazione più sicura ed efficace che ci è data è sapere che essa ha almeno questo di buono, che è la fine della vita.
Se sei triste e vorresti morire, pensa a chi è triste e vorrebbe vivere ma sa di dover morire.
I morti non soffrono di essere morti e i vivi non soffrono se non perché vivono.
Se, come ci assicurano, è prevista la vita eterna, perché deve esserci la morte?
La morte è l'assoluto, è un mistero. Non bisogna averne paura, perché già il non sapere cosa succede dopo di lei è eccitante.
Per tre giorni dopo la morte i capelli e le unghie continuano a crescere ma le telefonate calano progressivamente.
Il mistero dell'amore è più grande del mistero della morte.
Nessuno può dire con certezza che domani sarà ancora vivo.