Un bene che può essere dato, può anche essere tolto.— Lucio Anneo Seneca
Un bene che può essere dato, può anche essere tolto.
Il saggio è pieno di gioia, allegro e sereno, imperturbabile; la sua vita è pari a quella degli dèi.
L'utilità dà la misura del necessario: ma il superfluo in che modo si può misurarlo?
Ecco una gran cosa, avere la debolezza di un uomo e la tranquillità di un dio.
Dite che bisogna scegliere con cura coloro a cui far del bene, perché neppure i contadini gettano i semi in mezzo alla sabbia.
È il povero che conta le sue pecore.
Per Bene intendo ogni genere di Gioia e qualunque cosa inoltre conduce ad essa e soprattutto ciò che soddisfa un desiderio, qualunque esso sia.
Il bene nasce dal male come il male dal bene.
Uomo che fa il bene non è colui che vuole che i suoi favori siano contraccambiati, ma colui che preferisce agire bene.
Il bene e il male sono i due sproni del mondo, e lo tengono in carreggiata. Se pungesse soltanto il male, il mondo perderebbe l'equilibrio e cadrebbe tutto da una parte. E così viceversa del bene.
Il bene pubblico è la legge suprema.
Distinguere il bene dal male non è facile poiché i confini tra questo e quello siamo noi a tracciarli.
A ragione definirono il bene: ciò a cui ogni cosa tende.
Possedere un bene non serve a niente se non si è pronti a perderlo. E i beni la cui perdita è più facilmente tollerabile sono quelli che, perduti, non possono essere oggetto di rimpianto.
È meglio non ricevere gratitudine piuttosto che non fare del bene.
Meglio è non fare il bene che farlo e poi pentirsi d'averlo fatto.