scrittore e drammaturgo romano
L'uomo timoroso si definisce cauto, quello ignobile, parsimonioso.
L'uomo e la sorte la pensano sempre in modo diverso.
L'avaro non è buono nei confronti di nessuno, pessimo nei confronti di sé stesso.
L'avaro ha altrettanto bisogno di ciò che possiede che di quello che non possiede.
A chi sta in alto la caduta è molto più facile che faccia male.
L'ammalato ribelle fa il medico crudele.
A chi tende a far male non mancheranno mai occasioni.
A tutti può succedere quello che può accadere a qualcuno.
Accettare un beneficio equivale a vendere la libertà.
Ingiuria un assente chi litiga con un ubriaco.
Fare due cose alla volta equivale a non fare niente.
Chi sfugge ad un processo confessa la propria colpa.
Ha ciò che vuole chi sa volere solo ciò che è sufficiente.
Chi è risoluto a fare del male, trova sempre il pretesto.
Ci sono rimedi peggiori della malattia.
Essere innamorati e nello stesso tempo avere senno è concesso a malapena agli dèi.
Dà un doppio soccorso al povero chi glielo dà in fretta.
Con gravissimo pericolo si custodisce ciò che piace a molti.
I debiti sono la schiavitù degli uomini liberi.
Come uomini siamo uguali davanti alla morte.