giornalista, pittore e disegnatore italiano
L'intellettuale è un signore che fa rilegare i libri che non ha letto.
Ci si conserva onesti il tempo necessario che basta per poter accusare gli avversari e prendergli il posto.
Cielo chiaro, sole splendente; se non piove, siamo tutti ottimisti.
Il contrario di quel che penso mi seduce come un mondo favoloso.
Tutte le rivoluzioni cominciano per strada e finiscono a tavola.
Non credeva in Dio, credeva nella comodità di credere in Dio.
Chiamo al telefono D. dopo molti sforzi per non farlo. Odo la sua voce bassa, cupa. Stacco il ricevitore. E' come se avessi preso un fernet. L'antipatia che ho per lui mi rinfranca.
La nostra ricchezza è il disordine, che poi è anche la nostra miseria.
Se c'è una cosa che in Italia funziona è il disordine.
La miseria italiana è la grande scusa che permette al governo di gettar via denari.
In trattoria. L'avvocato O. finge di non vedermi, ma le sue orecchie mi fissano.
Un popolo buono a niente è capace di tutto.
Il nazionalismo è l'unica consolazione dei popoli poveri.
Una vedova desta sempre fascino, attira. Il povero morto è un ruffiano tremendo.
Un anno passa rapido, un mese mai.
Sono un carciofino sott'odio.
Siamo legati ai film come ai nostri migliori sogni.
Roma è un sogno che la Chiesa tenacemente custodisce.
Qui non c'è nulla: né destra né sinistra. Qui si vive alla giornata, fra l'acqua santa e l'acqua minerale.
Popolo di navigatori, che sbarca il lunario.