filosofo, poeta, politico e drammaturgo romano
La virtù cresce osando, tardando la paura.
Breve è la vita che viviamo davvero. Tutto il resto è tempo.
Bisogna perseverare e rinvigorire il nostro spirito con una assidua applicazione, finché la tendenza al bene diventi saggezza.
Proprio e naturale della virtù è godere e gioire: adirarsi non è conforme alla sua dignità, non più che essere triste; eppure la tristezza è compagna dell'iracondia, e ogni forma d'ira si risolve in essa, sia dopo il pentimento sia dopo l'insuccesso.
Per il desiderio nulla è abbastanza, per la natura è abbastanza anche il poco.
Per l'uomo non ci sono certezze e la fortuna non lo conduce necessariamente alla vecchiaia: lo congeda a suo piacimento.
Per molti fu causa di timore l'essere temuti.
Nessuno può vivere felice se bada solo a se stesso, se volge tutto al proprio utile: devi vivere per il prossimo, se vuoi vivere per te.
Perché nessuno ammette i propri difetti? Perché vi è ancora immerso: i sogni li racconta chi è sveglio e così i propri vizi li ammette solo chi è guarito.
Inizio della salvezza è la conoscenza della colpa.
Quanto è insensato l'oratore che si allontana felice per gli applausi di un pubblico ignorante!
Quando la si desidera, una cosa sembra straordinaria, ma dopo averla ottenuta nessuno è soddisfatto.
La fortuna non ha mai fatto un uomo saggio.
Quando consideri il numero di uomini che sono davanti a te, pensa a quanti ti seguono.
Quando ci sembra che si avvicini un pericolo di morte, consideriamo quanto ci sono vicini altri pericoli di cui non abbiamo paura.
Quando aumenta il sapere, aumenta il dolore.
Qualcuno va incontro alla morte pieno d'ira: solo chi vi si è preparato a lungo, ne accoglie lieto l'arrivo.
Qual è la qualità peculiare dell'uomo? La ragione: se questa è onesta e perfetta, dà all'uomo una felicità completa.
Qual è il sommo bene dell'uomo? Comportarsi secondo natura.
Perdona molto agli altri, nulla a te stesso.