filosofo, poeta, politico e drammaturgo romano
Non importa morire presto o tardi, ma morire bene o male; morire bene significa sfuggire al pericolo di vivere male.
Ma se sei uomo, ammira chi tenta grandi imprese, anche se fallisce.
Ogni crudeltà nasce da durezza di cuore e debolezza.
È l'animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi.
Voglio che la gioia non ti manchi mai, che ti nasca in casa.
Primo segno di un animo equilibrato è la capacità di starsene tranquilli in un posto e in compagnia di sé stessi.
Nel dire il ver sia la tua lingua audace.
Abbiate soprattutto il desiderio di separare le cose dal rumore che esse fanno.
Ciò che è dato con orgoglio ed ostentazione dipende più dall'ambizione che dalla generosità.
Tutto ciò che oltrepassa la misura è in equilibrio instabile.
Se il corpo non assolve più le sue funzioni, non è meglio liberare l'anima dalle sue sofferenze? E forse bisogna agire un po' prima del dovuto perché, arrivato il momento, non ci si trovi nell'impossibilità di farlo; il pericolo di vivere male è maggiore del pericolo di morire presto.
Che cosa servono a quel tizio ottant'anni trascorsi nell'inerzia? Costui non è vissuto, ma si è attardato nella vita, e non è morto tardi, ma lentamente.
La solitudine è per lo spirito ciò che il cibo è per il corpo.
Certe volte sentiamo dire da un ignorante: "Questo me lo aspettavo"; il saggio si aspetta tutto; qualunque cosa gli capiti, dice: "Me l'aspettavo."
In verità non è povertà, se è lieta; povero è non chi possiede poco, ma chi desidera di più.
La mente che è ansiosa per gli eventi futuri è avvilita.
Chi è dappertutto, non è da nessuna parte.
La natura ci produsse fratelli, generandoci dagli stessi elementi e destinati agli stessi fini. Essa pose in noi un sentimento di reciproco amore con cui ci ha fatto socievoli.
Chi non è in grado di vivere il presente, è in balia del futuro.
Chi non si ritiene molto felice, anche se è padrone del mondo, è un poveretto.